L’osmosi inversa: cos’è esattamente?

L’osmosi inversa: cos’è esattamente?

Osmosi inversa e acqua microbiologicamente pura attraverso una membrana

L’osmosi inversa è un tipo di filtrazione dell’acqua che la purifica da agenti inquinanti come batteri e spore, pesticidi e fertilizzanti, metalli pesanti e chemioterapici. Da elementi biologici, dunque, e chimici. Nell’acqua – secondo una recente indagine Ispra – sussistono 131 pesticidi diversi, e nel 36% dei casi analizzati i limiti previsti dalla normativa vengono superati. La filtrazione a osmosi inversa è l’unica applicazione capace di ripulire l’acqua e renderla microbiologicamente pura attraverso una membrana.

Osmosi inversa: Cosa è importante sapere? Il parere dell’oncologo

Che l’acqua è capace di solubizzare. Questo significa che l’acqua ha una sua storia.

“Quando l’acqua – spiega il dottor Claudio Pagliara, oncologo e ricercatore – arriva nel rubinetto o nella bottiglia, ha una sua storia ed è necessario sapere cosa l’acqua ha incontrato sulla sua strada. L’acqua del rubinetto è definita potabile, però spesso contiene sostanze nocive perché durante il suo percorso si arricchisce di sostanze che incontra. Poi si aggiungono agenti chimici come il cloro. E spesso, queste sostanze aggiunte possono favorire la formazione di sostanze cancerogene.

Nella bottiglia di plastica l’elemento che viene utilizzato generalmente è il Pet. Dobbiamo considerare quanto tempo l’acqua resta a contatto con il Pet e quanto tempo, a sua volta, il Pet resta a contatto con una fonte di calore (pensiamo all’esposizione delle bottiglie al sole), perché in questo caso il Pet cede delle sostanze come la formaldeide, la cetaldeide, il bisfenolo.. tutte sostanze cancerogene. La formaldeide è anche responsabile della leucemia! Tutte sostanze classificate cancerogene dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

Osmosi inversa: Cosa dobbiamo evitare, dunque?

“Dobbiamo evitare – continua il dottor Pagliara – l’acqua nelle bottiglie di plastica e l’acqua di rubinetto, preferendo acque in bottiglie di vetro che vengono da alte sorgenti (lontane da zone industriali o agricole).

Ma a monte di tutte, l’acqua migliore è quella a osmosi inversa perché nei filtri a osmosi inversa passa solo l’acqua: tutti i metalli pesanti, le vernici, i coloranti, gli insetticidi, i chemioterapici vengono trattenuti ed eliminati da quell’acqua che potremo utilizzare sia da bere che per cucinare”.

Come avviene l’osmosi inversa

A differenza della filtrazione meccanica o convenzionale, in cui la rimozione delle sostanze dalle acque è operata soprattutto per differenza di dimensioni in un processo di percolazione, la filtrazione su membrana consente anche la separazione di soluti disciolti con un processo a flusso tangenziale; il trattamento di separazione è, infatti, operato attraverso strutture permeabili o semipermeabili che regolano il passaggio selettivo di soluti, solventi o particelle tra due soluzioni di diversa composizione.

La membrana agisce, infatti, come barriera selettiva che, permettendo il trasferimento di certi componenti di una miscela e trattenendone altri, genera una soluzione purificata – l’acqua trattata – e una soluzione più concentrata, arricchita dei componenti rimossi dalle acque di origine. Il materiale costituente la membrana può essere di natura organica, generalmente di origine sintetica, a struttura polimerica, o inorganica (ceramiche, metalli e leghe metalliche).

Nonostante la complessità e la continua evoluzione tecnologica dei sistemi di filtrazione su membrana, un’apparecchiatura di trattamento per acque destinate al consumo umano basata su tali processi si compone generalmente di un circuito idraulico che comprende, oltre alla membrana di filtrazione, recipienti a pressione per realizzare le prefiltrazioni, e un recipiente per l’acqua filtrata, generalmente sottoposta a post-trattamento di disinfezione per garantirne la qualità microbiologica.

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