LAVORO E COVID-19

LAVORO E COVID-19

COVID-19, aziende e posti di lavoro sono a rischio?

Se è vero che gli amici si riconoscono nel momento del bisogno, allora le grandi aziende si distinguono nelle difficoltà.

In piena emergenza COVID-19, una situazione che sta mettendo in ginocchio l’economia globale, dopo un mese di blocco della produzione e con la prospettiva di una sospensione di almeno altre due settimane, Biosalus Italia inverte la rotta, garantendo lo stipendio a tutti i suoi dipendenti, e lo fa anche in anticipo rispetto ai tempi concordati.

Lavoro e Covid-19

È un segnale non da poco, in questo momento in cui “restare a casa” può essere sinonimo di posto di lavoro a rischio, incertezze sul proprio futuro, impoverimento del tessuto imprenditoriale e della capacità di sopravvivenza delle imprese sul mercato. L’annuncio del premier italiano un paio di giorni fa, con il quale si comunicava il prolungamento delle misure restrittive fino al 13 aprile, non poteva che destare preoccupazione tra lavoratori e imprese, e quindi inevitabilmente nelle famiglie, che purtroppo iniziano a temere il peggio.

Non è questo lo spirito di Biosalus Italia che, al contrario della tendenza generale, sceglie di investire sul benessere del personale e delle famiglie, sollevandoli dalle preoccupazioni economiche per il presente: oltre 700 posti di lavoro stabili, cui corrispondono oltre 700 nuclei familiari.

Quanti posti di lavoro sono in pericolo in Italia a causa della pandemia da Covid-19?

Si stima che a causa della pandemia da COVID-19, oltre il 60 per cento delle imprese ha interrotto l’attività, il 70 per cento ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti, l’80 per cento segnala profondi problemi, principalmente per ragioni di liquidità finanziaria.

Lavoro e Covid-19

I dati elaborati dalle associazioni di categoria degli industriali segnalano rischi per il fatturato, sia per l’impossibilità di avviare nuove commesse sia per i ritardi e/o le disdette degli ordinativi: una perdita valutata in circa 180 milioni di euro al giorno. Per ogni giorno di lockdown sarebbero a rischio oltre mille posti di lavoro, ovvero l’equivalente di una media azienda che chiude ogni 24 ore. Si stima che il blocco delle attività fino al 13 aprile provocherà la perdita di oltre 70 mila posti di lavoro.

In termini di consumi, il prolungamento delle misure restrittive costa all’incirca altri 5 miliardi di euro di consumi, e quasi 8,5 miliardi di euro di PIL.

Sì, perché l’interruzione della produzione – se non per beni di primaria necessità – sta provocando una profonda sofferenza economica e sociale. E le prospettive per i mesi a venire non sono migliori. La riapertura avverrà gradualmente, mentre la domanda interna in alcuni settori sarà ancora molto debole ed il contributo di quella estera peggiorerà con l’allargamento del contagio nel resto del mondo.

Mentre imprese e professionisti a partita IVA si affannano a richiedere interventi economici straordinari o contributi a pioggia, aziende come Biosalus Italia possono contare sulla solidità del proprio capitale umano e la qualità dei propri prodotti, indispensabili per la nostra salute.

Lavoro, Covid-19 e salute: In Cina, l’OZNER Biosalus è garanzia per la qualità dell’aria negli ospedali

Per comprendere l’elevata qualità dei propri impianti basti pensare che a Wuhan, epicentro della pandemia da COVID-19, il Raytheon Mountain Hospital (incentrato sul trattamento dei pazienti con nuova polmonite da coronavirus) ha deciso di dotare i propri ambienti di circa cento purificatori d’aria OZNER.

Lavoro e Covid-19

I primi 100 depuratori d’aria sono stati impiegati con successo nelle aree di lavoro e in quelle abitative del personale medico, per impedire che questi “eroi anti-epidemia” fossero infettati da virus.

Il purificatore d’aria OZNER, commercializzato da Biosalus Italia, ha un efficiente filtro a tre strati. Non solo riesce a filtrare sostanze nocive come PM2.5, PM0.3, formaldeide o benzene nell’aria, ma ha anche la capacità di rimuovere aerosol biologici contenenti batteri e virus .

In altri termini, negli ospedali cinesi è stata utilizzata un’arma in più in prima linea per combattere, insieme allo staff medico, la nuova polmonite da COVID-19 e ottenere la vittoria finale: tornare alla normalità.

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